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Al via la 4 edizione dei The ForkAward in collaborazione con Identità Golose.

Quali sono i nuovi ristoranti da provare secondo i più grandi Chef italiani? Quali insegne hanno saputo rinnovarsi nell’ultimo anno con un nuovo chef o grazie a una nuova gestione? Da queste domande nasce la missione dei TheFork Awards, il progetto concepito e curato da TheFork, app leader nella prenotazione online dei ristoranti, e Identità Golose, primo congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore. Lanciati nel 2018, si tratta dell’espressione più viva della vicinanza di TheFork alle realtà sempre in divenire della ristorazione italiana. Un’iniziativa che punta a dare spazio e visibilità alle novità del settore e a individuare i ristoranti più promettenti del nostro panorama gastronomico. Dei circa 200 ristoranti selezionati negli anni ben 24 hanno conquistato almeno una stella MICHELIN a seguito della propria partecipazione ai TheFork Awards e molti altri sono stati menzionati nella Rossa o in altre prestigiose guide. In particolare dei 64 ristoranti nominati per l’edizione 2021, 7 hanno ricevuto una stella MICHELIN, uno il riconoscimento di Bib Gourmand e 22 la menzione.

Le novità

Dopo il successo delle passate edizioni, quest’anno i TheFork Awards tornano con la stessa meccanica ma non mancano entusiasmanti novità tra le quali un concept fortemente legato al tema del futuro della ristorazione a 360° che verrà raccontato anche attraverso un cortometraggio prodotto da TheFork e Identità Golose. Inoltre, è in questa cornice che TheFork inaugurerà un osservatorio annuale in collaborazione con Format Researchche mira a monitorare i trend delle nuove aperture in Italia e i cui risultati saranno presentati durante la conferenza stampa di lancio dei TheFork Awards il 3 ottobre presso l’hub Identità Golose Milano powered by TheFork. Infine un’importante novità: un premio speciale dedicato al ristorante che meglio avrà saputo raccontarsi sul web e sui social media. La giuria tecnica che conferirà questo riconoscimento è formata da alcuni talent dell’agenzia Realize Networks, partner ufficiale dei TheFork Awards, che saranno poi presenti all’evento finale per consegnare in prima persona il premio.

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AL VIA EXPOSANITA 2022

Durante la pandemia sono spesso stati definiti eroi, ma gli operatori dei servizi sociosanitari svolgono sempre e da sempre un ruolo delicatissimo e prezioso che merita il giusto riconoscimento. A loro, e alla loro capacità di esprimersi anche in campi quali la cultura, l’arte e la letteratura, è dedicato il concorso Sensibilità e cultura dentro i servizi: le persone che fanno la differenza. La premiazione degli operatori sociosanitari nelle varie categorie avverrà il 12 maggio, a Bologna, nell’ambito di Exposanità, la mostra internazionale a servizio della sanità e dell’assistenza, in programma alla Fiera di Bologna dall’11 al 13 maggio 2022. Il concorso è promosso da ANSDIPP, l’Associazione Nazionale dei Manager del Sociale e del Sociosanitario. Quattro le sezioni: Poesia singola, Silloge di poesie, Racconto breve e Fotografia. Le sezioni Racconto breve e Fotografia sono dedicate come primo premio alla memoria di due colleghi scomparsi di recente, Renato Dapero e Alberto De Santis. Lo spazio dedicato alla premiazione verrà arricchito da testimonianze e da condivisioni sul tema. La premiazione è solo un tassello dell’ampio spazio che Exposanità dedicherà alla Terza Età, concentrandosi in particolare sull’evoluzione dei servizi assistenziali e socio assistenziali e il mondo delle RSA dopo la pandemia. Quella del 2022 per Exposanità, del resto, è un’edizione particolarmente sentita e significativa perché rappresenta il 40esimo anno di attività e il ritorno della manifestazione in presenza, dove mancava dal 2018 a causa della pandemia.

Il primo appuntamento è l’11 maggio con Cucina, ristorazione e salute in RSA e RSD organizzato sempre da ANSDIPP, in collaborazione con Cast Alimenti e Io Sano. L’incontro si focalizzerà sulla centralità della cucina nel perseguire gli obiettivi nutrizionali in ambito sociosanitario. Il piacere del cibo, la gratificazione del gusto, il profumo, la riconoscibilità delle pietanze, la memoria alimentare sono strumenti fondamentali affinché alimentarsi nell’ambito sanitario e sociosanitario non sia percepito unicamente come una necessità fisiologica, ma come un momento di piacere, di affettività, di comunione. Per questo è necessario che i cuochi, i nutrizionisti, i dietisti, i geriatri, gli infermieri e tutti gli operatori sociosanitari operino in un dialogo costante.
Il 12 maggio si terrà il convegno “Identità, innovazione e prospettive nella Long Term Care” promosso da ANASTE, l’Associazione Nazionale Strutture per la Terza Età. La maggiore complessità dello stato di salute degli anziani ha decisamente determinato un’evoluzione delle cure a lungo termine e di tutte le forme di residenzialità. La domanda di assistenza a lungo termine di alta qualità è destinata a crescere e il rafforzamento della sua offerta dovrebbe basarsi sugli insegnamenti tratti dalla pandemia.
Il 13 maggio, invece, è la volta di “Evoluzione dei servizi per la non autosufficienza tra residenzialità e domiciliarità”, organizzato da Exposanità, in collaborazione con ANASTE, ANSDIPP, ARIS e UNEBA. Gli attori del sistema di assistenza sanitaria e sociosanitaria espongono le loro proposte per andare verso una revisione dei servizi a beneficio della popolazione anziana non autosufficiente. La prospettiva è quella di superare la frammentazione legislativa, finanziaria, organizzativa in cui oggi si articolano i servizi sul territorio nazionale. E valorizzare le professioni che operano all’interno del sistema. Oltre che attivare sinergie tra le soluzioni di residenzialità e domiciliarità. Sarà questa l’occasione per un confronto con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle proposte dei rappresentanti delle professioni e delle associazioni, coinvolte nella gestione della non autosufficienza, destinate alla realizzazione di quella che ormai è una riforma dei servizi non ulteriormente procrastinabile.
Sempre il 13 maggio sono in calendario due workshop. Il primo: “Aiutami a fare da solo: cura non farmacologica nelle persone con demenza attraverso il modello Montessori”, organizzato dalla dottoressa Anita Avoncelli. Nell’incontro verrà introdotto il pensiero della pedagogia montessoriana applicata alle persone con demenza così da tentare di entrare, in punta di piedi, in un mondo affascinante fatto di sensibilità e rispetto. Il secondo invece, “Le demenze: prevenzione, cura e buone pratiche” (organizzato da Associazione Italiana di Psicogeriatria – AIP sezione Emilia-Romagna in collaborazione con Regione Emilia-Romagna), farà il punto su un problema importante e quanto mai attuale: quello delle demenze di cui la malattia di Alzheimer è l’espressione più frequente. Il miglioramento dei processi diagnostici consente oggi la scoperta della malattia di Alzheimer anche in età giovanile e se ancora non esiste un farmaco risolutore, esistono diverse possibilità di cura mirate al mantenimento delle capacità cognitive, alla socialità e ad una migliore qualità di vita, non solo per il paziente, ma anche per i caregiver. Inoltre, è oggi noto come sani stili di vita possano contribuire e prevenire la demenza. Quest’ultimo aspetto è strettamente collegato al futuro delle azioni che dovranno essere messe in campo per gestire quella che è stata definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come una “priorità di salute pubblica”.
Tra gli appuntamenti da segnalare ci sono anche “Mi ricorderò per sempre. Voci, sguardi ed emozioni dall’interno delle RSA”, presentazione del libro organizzata da EDITRICE DAPERO, in collaborazione con UNEBA Lombardia (11 maggio). Il libro raccoglie numerose testimonianze di ciò che è accaduto nelle RSA durante i mesi di pandemia. E infine “Crescita e aggiornamento competenze professionali e manageriali, formazione, reti di partecipazione e nuovi modelli gestionali. Academy e Centro Servizi per le nuove sfide nei servizi socio sanitari”, organizzato da ANSDIPP (12 maggio); “Disfagia: patogenesi, patologie correlate, valutazione, gestione” organizzato da SINEC, Società Italiana Nutrigenomica Epigenetica Clinica e NUTRIRE CON CURA (12 maggio).
Il programma scientifico di Exposanità 2022 dedicherà 200 convegni e workshop, 4 iniziative speciali, e approfondimenti a tutti i temi di maggiore interesse per gli operatori sanitari, le figure professionali sociosanitarie e assistenziali, riabilitative, tecniche e manageriali che a diverso titolo operano nel settore pubblico e privato. Essenziale sarà il contributo delle oltre 500 aziende presenti che daranno vita ad un confronto finalizzato alla realizzazione di una sanità più efficiente.

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Novità di Cosmofarma 2022 sarà l’area dedicata allo sport in Farmacia

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SPORT ZONE

Novità di Cosmofarma 2022 sarà l’area dedicata allo sport in Farmacia.

Sempre più sportivi, professionisti ma anche amatori, sono alla ricerca di un punto di riferimento, una figura professionale che sappia accompagnarli nel loro percorso sportivo.

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Per questo motivo a Cosmofarma Exhibition 2022 verrà realizzata una area espositiva dedicata – la SPORT ZONE – in cui troveranno spazio tutte quelle realtà che ruotano attorno al mondo dello sport e in cui domanda e offerta avranno modo di confrontarsi. Gli sportivi di ogni età troveranno tutte le ultime novità di prodotto per la loro categoria che spazieranno dall’alimentazione ai medicamenti, dagli orologi sportivi ai dispositivi medici di ultima generazione.

La formazione sarà al centro anche in quest’area: si avrà la possibilità di partecipare ad un ricco programma di appuntamenti di approfondimento dedicati (sia a soggetti sani sia a soggetti diversamente abili), presentazioni dei prodotti più innovativi e interventi di professionisti del settore (fisioterapisti, nutrizionisti, farmacisti specializzati, etc.).

COSMOFARMA 13-15 MAGGIO BOLOGNA

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The Fork lancia On air la nuova inedita campagna TV

Dopo oltre due anni di pandemia, di restrizioni e di rinunce è venuto il momento di riprenderci le occasioni e gli spazi che prima ci erano preclusi: è il momento di dire “Usciamo?”. È questo lo spirito della nuova, importante campagna TV lanciata da TheFork, la piattaforma leader per la prenotazione online dei ristoranti, per la prima volta in contemporanea su 11 mercati nel mondo. L’intenzione è quella di invitare i consumatori a uscire di casa per esplorare nuovi scenari e cogliere tutte le occasioni “che accadono solo là fuori”, come le meravigliose esperienze presso i tantissimi ristoranti presenti sulla piattaforma.

Non è un caso che il lancio della campagna avvenga in concomitanza con la nuova edizione del TheFork Festival, il più grande evento stagionale del mondo della ristorazione che, fino al 5 giugno, permette agli utenti di ottenere il 50% di sconto nei ristoranti aderenti e prenotabili attraverso sito e app: l’iniziativa, ormai un must per tutti i food lover, vede quest’anno la partecipazione di più di 2.500 ristoranti in Italia.

Per i consumatori un’occasione unica di “uscire”, appunto, e scoprire nuovi locali ma lo è anche per i ristoratori, che vedono le loro prenotazioni moltiplicate di 4,5 volte[1] in questo periodo.

Uno stile dinamico e contemporaneo

La nuova campagna è stata creata da Drop&Vase, agenzia creativa di Barcellona alla sua prima collaborazione con l’azienda. L’impostazione della nuova creatività è un passo in avanti per TheFork, che rinnova il suo stile comunicativo in chiave giovane e moderna, al contempo confermando il proprio obiettivo, ormai consolidato, di porsi come punto di riferimento per scoprire e prenotare nuovi ristoranti. “Usciamo?” diventa il motto che si traduce in un invito diretto e confidenziale, quello che potrebbe rivolgerci un amico o una persona cara: lo scopo è proprio quello di lasciarsi dietro la monotonia delle mura di casa per scoprire il mondo variegato e colorato della ristorazione, in continuo cambiamento come lo sono i look, le atmosfere e le ambientazioni che nello spot si susseguono a grande velocità.

Energia, divertimento, curiosità e voglia di vivere sono i principi espressi nelle immagini, che si aprono con una giovane ragazza la quale, sopraffatta dagli stimoli virtuali che la tengono ancorata all’ambiente domestico, grazie a un clic, riesce a liberarsi e ad accedere a una suggestione infinita di locali, gusti e sapori a cui può accedere sì attraverso la app sul proprio smartphone ma soprattutto avventurandosi nel mondo reale. È così che ha la possibilità di scoprire l’ultimo ristorante giapponese di tendenza, la pizzeria più tipica o la terrazza più affascinante, il tutto ripreso in POV, la tecnica in prima persona e in presa diretta così diffusa di recente nei social tanto amati soprattutto dai più giovani.

La campagna si articola in due versioni dello spot da 20 e 30 secondi, diffusi durante il periodo del TheFork Festival attraverso un piano media che prevede passaggi sui principali canali TV italiani ma che si traduce anche in diverse attivazioni digitali.

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Speciale VINUM

Grande ritorno sabato 23, 24 e 25 aprile | 30 aprile e 1° maggio | 7 e 8 maggio 2022
Ad Alba, i grandi vini ed i piatti del Piemonte protagonisti
nei tre weekend dell’edizione numero 44  di Vinum

Profumi inebrianti, colori e riflessi che vanno dal giallo verdolino al rosso aranciato, leggerezza e voglia di godere di una manifestazione di altissimo livello: i grandi vini del Piemonte  tornano protagonisti, nelle colline di Langhe, Monferrato e Roero, per la 44a edizione di Vinum. L’appuntamento per tutti gli enoturisti e i wine lovers è per tre weekend di metà primavera – da sabato 23 a lunedì 25 aprile, sabato 30 aprile e domenica 1° maggio e nel fine settimana del 7 e 8 maggio – nella città di Alba che, scaldando i motori in vista della Global Conference on Wine Tourism, si trasformerà nella più grande enoteca a cielo aperto d’Italia.

Saranno oltre 700 le etichette in degustazione, offrendo una panoramica su circa 400 produttori, i cui vini verranno proposti in abbinamento con lo Street Food ëd Langa, valorizzando l’eccellente qualità delle ricette della tradizione riproposte dai borghi albesi, sotto il cappello della Giostra delle Cento Torri, tornando in piena sicurezza a vivere gradevoli momenti di socialità nel centro storico cittadino.

Tra conferme e novità, ecco i punti salienti di questa edizione numero 44.

I LUOGHI

Nell’ideale percorso alla scoperta delle proposte enologiche della kermesse, Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” di piazza Medford giocherà un ruolo di primo piano, ospitando “I grandi vini rossi delle Langhe”, a partire dagli iconici Barolo DOCG e Barbaresco DOCG, grazie alla collaborazione con il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Piazza Bubbio, davanti all’ex tribunale, vedrà nuovamente protagonista il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani con “I vini bianchi delle Langhe”, accompagnati dallo street food proposto dal Borgo Moretta e dall’Associazione Macellai Albesi. Ad arricchire l’offerta di piazza Rossetti, il Consorzio di tutela Roero insieme al Consorzio del Vermouth di Torino e all’associazione Cantine di Alba, degustando le proposte gastronomiche dei Borghi del Fumo, Santa Rosalia e Santa Barbara.Il Cortile della Maddalena, con ingresso da piazza Falcone, offrirà quindi i vini del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, dei Produttori di Montelupo Albese e Rodello, della Cantina Comunale dei Sorì di Diano d’Alba, del Consorzio di tutela del Gavi, del Consorzio di tutela Brachetto d’Acqui, della Bottega del Vino Dogliani DOCG, del Consorzio di tutela dell’Ovada DOCG, del Consorzio Colline del Monferrato Casalese, del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini DOC “Pinerolese” e della Vignaioli Piemontesi. A dare ulteriore lustro al Cortile della Maddalena, infine, la Regione Valle d’Aosta con i suoi vini, mentre dell’offerta sul fronte food si occuperanno ONAF (Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio), APRO Accademia Alberghiera di Alba, Gruppo Storico Sbandieratori e Musici Città di Alba e i borghi Brichet e San Martino.
Piazza San Paolo, infine, vedrà protagonisti il Consorzio dell’Asti, il Consorzio di Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, e il Dolcetto d’Alba DOC proposto dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, con lo street food a cura dei borghi San Lorenzo, Rane e Patin e Tesòr e con la Nocciola Piemonte IGP in collaborazione con la

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Boom di vendite di gelato negli USA

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Lo studio americano “New Product Pacesetters” pubblicato da IRI, società di ricerche di mercato americana specializzata sul mercato dei beni di largo consumo – parla chiaro: fondata 5 anni fa, Halo Top è il miglior brand americano del 2017. L’azienda ha superato i 300 milioni di dollari di vendite l’anno scorso. Il fatturato è cresciuto del 2500% dal 2016 ad oggi e a fine 2017 aveva conquistato il 5% del mercato americano del gelato. Un risultato mai visto prima nel mondo delle specialità alimentari e del gelato in particolare. Dei 20 maggiori brand che hanno segnato i trend del 2017 in America, l’85% di questi commercializza i propri prodotti ad un prezzo premium, rispetto ai concorrenti della stessa categoria merceologica.

“Il boom di vendita di gelato – dichiara Lucio Miranda, presidente di ExportUSA – sta esplodendo anche a New York e i numeri lo confermano: tre catene di gelaterie hanno annunciato di voler aprire nuovi punti vendita a New York nei prossimi mesi. ll gelato è un segmento di mercato in continua evoluzione e i prodotti italiani, da sempre sinonimo di eccellenza e qualità, possono davvero conquistare i consumatori americani, da sempre a caccia di novità da assaggiare”.
Non solo. Secondo il New York Times, il gelato è il soggetto ideale per i momenti instagrammabili alla ricerca della viralità. Basta controllare gli hashtag“Churro Ice Cream Sandwiches”, “Macaron IceCream Sandwuiches”, Waffle Cookie Ice Cream tacos”, o Puffed Waffle Cones, solo per citarne alcuni, per rendersi conto del fenomeno. A dominare la scena su Instagram, ancora una volta, anche l’estetica e la fantasia asiatiche: da loro arrivano il Thai rolled ice cream – bello da vedere oltre che buono da mangiare – o il Tariyaki Ice Cream con il suo cono a forma di pesce, o ancora la cialda a bicchierino da shot alcolico proposta da Waffleshot.

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Ponte lungo? L’appuntamento è all’insegna del gusto.

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Benevenuti nel parco agroalimentare più grande del mondo- Il mese di marzo regala un fantastico weekend lungo e il ponte della Pasqua rappresenta per molti il momento migliore per staccare la spina e concedersi qualche coccola, magari in un luogo emozionante come la Fabbrica Italiana Contadina, al secolo Fico, la cittadella del cibo più grande del mondo e senza eguali per concetto, almeno sino a quando non si sarà conclusa la Cittadelle Gastronomique di Lione, in Francia. Nato dalla riqualificazione degli spazi dell’ex mercato ortofrutticolo di Bologna, Fico è una nuova destinazione gastronomica che ha nella biodiversità la sua anima. Wow è la prima reazione che si ha nel momento in cui si varca la soglia di questa bengodi del cibo di 100.000 metri quadrati: 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta, 200 animali e 2.000 cultivar; 8 ettari coperti con 40 fabbriche di generi alimentarin funzione e 9 mercati oltre ai 40 luoghi di ristoro, dai bar ai chioschi, dal cibo di strada ai ristoranti stellati. Sono questi i numeri soprendenti di Fico, dove sono in funzione, per spostarsi all’interno del parco, il trenino esterno che segue il perimetro e le biciclette a tre ruote con cui fare la spesa muovendosi nella pista ciclabile interna.

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Frutta come fiori per accogliere gli ospiti- Entrando non passano inosservate le pareti dell’atrio, una monumentale tappezzeria vegetale realizzata da quattromila contadini del Trentino Alto Adige, che, dalla Val di Non, hanno portato qualche tonnellata di mele, vere. Servono a dare il benvenuto ai visitatori che, dunque da subito, vengono catapultati e immersi in una atmosfera magica: un percorso emozionale e sensoriale di scoperta, apprendimento delle migliori proposte della varietà gastronomica d’Italia, il paese con la maggiore biodiversità agroalimentare edibile al mondo. In Europa, per esempio, esistono 1200 tipi di varietà di Mele, 1000 solo in Italia, 200 in tutto il resto del continente. Poco più in là, si incontra l’area di Bologna Welcome, un’ organizazzione che si occupa di prenotare alberghi e biglietti del treno per i visitatori, quelli attesi per il 2018 sono circa sei milioni, secondo l’obiettivo dichiarato da Oscar Farinetti, già fondatore di Eataly, mentre il personale all’accoglienza fa notare come sia in corso la costruzione di un hotel di 300 camere gestito dalla catena Starhotel, proprio nel parcheggio antistante Fico. Il biglietto di ingresso è gratuito.

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150 isole golose- Il percorso è scandito in isole gastronomiche, ogni isola è un’azienda che presenta la sua specialità, con la promessa di far convivere conoscenza, spirito commerciale e grande qualità. Ecco la nostra selezione. Il rapporto con il territorio è uno dei pilastri dell’esperienza che gli ospiti possono assaporare da ANTICA ARDENGA, che propone, innanzitutto, il culatello di Zibello D.O.P., e presidio Slow Food, servito in uno stand dove lo spazio è definito da pareti di mattoni e arredi che riproducono l’atmosfera di un podere d’altri tempi. Così come appartenenti alla tradizione sono i riti imposti per la sua produzione: salato a mano, legato a ragnatela dagli artigiani e messo a stagionatura nelle cantine umide. Se per secoli sono rimasti il patrimonio semi segreto della memoria contadina, eccoli tutti insieme esposti i grandi protagonisti della norcineria italiana: la spalla cruda, il prosciutto di Parma D.O.P, la culatta, anch’essa presidio Slow food, la coppa suprema, il fiocchetto.

Per i più golosi, la visita al salotto di VENCHI è d’obbligo. Qui si ha la possobilità di farsi la tavoletta su misura e poi, come valore di esperienza, se ne porta via una ricordo. A partire dalla struttura dell’isola, la cui è costituita da un algoritmo speciale composto di 34.000 cioccolatini che ricostrusicono in ciocopixel mangiabili il logo della azienda, tutto è curato nei minimi dettagli. Una curiosità: dietro la parete, è posizionato un profilatore di emozioni, in grado di registrare dagli zigomi, a contatto con la sostanza dolce, le sensazioni di felicità o dubbio. Se il modo è ludico, l’intento è didattico, spiegare ai consumatori che assaggiano le differenti tipologie come si degusta il cioccolato. Al centro dell’isola si sviluppa un’area espositiva dove i cioccolatini sono incastonati come gemme e le tavolette di cacao sono trattate come il vino, cercando di far capire come mai anche nel mondo del cioccolato le differenze sono minime. Cosa ti piace? Forse un cioccolatino con una media intensità e una grande aromaticità? Nessun problema, passa nel laboratorio dove grazie all’estro dei pastry chef si profilano i sapori che si ricollegano, però, tutti alla piemontesità. Così il cioccolato che arriva puro dall’Ecuador, sa di oliva taggiasca piuttosto che di sauvignon.

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Troppe calorie? Non preoccupatevi, il caffè Arabica 100 per cento LAVAZZA vi aiuterà a digerire il senso di colpa. Se invece preferite fare un aperitivo, c’è un cocktail bar dove il barman è ingrado di esaudire le vostre richieste utilizzando 81 liquiri differenti tutti esclusivamente italiani. Ordinate il vostro Negroni su misura.
Lungo il percorso è possibile imbattersi in quella meraviglia che è il teatro del vino; si chiama BOTTAIA52 perchè tale è il numero dei produttori che si alternano a rotazione per offrire al pubblico, nella cornice di un anfiteatro greco ricostruito in legno, calici di vino e raccontare ai curiosi perchè lo hanno fatto proprio così, le loro storie di successo. Ogni anno i 52 cambiano.
Si può anche decidere di fare un salto alla tartufaia, vera, dove si possono vedere all’opera i cani, veri, fiutare il terreno per strappare alla terra il prezioso ingrediente. Nelle sue due varianti, bianco o nero, il Trufflebar di Urbani tartufi, te lo porta direttamente nel piatto. Per i gourmant, lo spazio espositivo della famiglia Urbani è un vero paradiso goloso perchè offre una triplice possibilità: oltre alla grande tartufaia ci sono lo spazio ristorazione e una serra per la promozione e apprendimento della tartuficoltura. Chiunque abbia un’area agricola idonea potrà realizzare una tartufaia coltivata con la garanzia dell’assistenza e di acquisto futuro di Urbani Tartufi.

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Dal campo al ristorante- A disposione dei clienti ci sono, poi, 40 ristoranti che sorgono accanto a veri uliveti, vigneti e allevamenti. Si possono vedere i frutti e le materie prime nascere, crescere per finire nel piatto dei ristoranti di Fico Eataly World. Dalla terra alla tavola, tutto è tracciato, biologico, di alta qualità e salutare. Si può vedere da vicino l’olio uscire dal frantoio , scoprire come si fa il parmigiano, ne escono due forme al giorno tutti i giorni, piuttosto che assistere, a partire dal prossimo anno, alla vendemmia. Si perchè le piantine della vigna presente nel parco hanno tutte due anni, il terzo, nel 2018, saranno già uve da vino.. verranno raccolte, pigiate in loco e sarà un vino Fico. “Il nostro obiettivo è quello di fare il vino come lo faceva il contadino di una volta, ma senza difetti”.

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Gola e agricoltura come gioco- Durante la visita si può scegliere fra numerose attività proposte ad hoc in base agli interessi, l’unica regola è lasciarsi andare al piacere della curiosità. Si va dalle cooking class, dove si impara a fare la pasta e i dolci, al tour nella fattoria didattica, dove si possono accarezzare gli animali, attività che piace molto ai più picccini, perchè se viaggiate con bambini, la buona notizia è che Fico è anche un posto per famiglie. Ci sono un cinema, un teatro, un parco giochi , un campo da golf a forma di Italia in miniatura; oltre a sei aule didattiche e sei grandi giostre educative, per apprendere i meccanismi del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande. Sei giostre in funzione che hanno valso a Fico il riconoscimento di “Disneyland del cibo” e che raccontano la filiera in un modo ludico ma intelligente: produzione, trasformazione, consumazione, educazione al cibo. L’ultima, da non perdere, è quella dedicata al futuro. Per i più attivi è persino possibile dedicarsi allo sport, vista la presenza anche di un campo da beach volley.

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FERRARI PREMIA L’OSPITALITA: RISTORANTE IMAGO DELL’HOTEL HASSLER

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L’arte dell’ospitalità può cambiare il giudizio su un ristorante, da positivo in negativo, anche se abbiamo mangiato benissimo. Lo sa bene Cantine Ferrari che continua il percorso di approfondimento su quella magica alchimia fra accoglienza, servizio e convivialità in grado di rendere memorabile un’esperienza enogastronomica. Lo fa in collaborazione con The World’s 50 Best Restaurants, ed ha portato, di recente, sul palco di Identità Golose i tre migliori ristoranti al mondo secondo, appunto, la celeberrima classifica internazionale: Eleven Madison Park di New York, Osteria Francescana di Modena, e Josep Roca di El Celler de Can Roca a Girona, Spagna

Interessante confronto quello tra Will Guidara di Eleven Madison Park di New York, Osteria Francescana di Modena, e Josep Roca di El Celler de Can Roca a Girona, Spagna, Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, e Josep Roca di El Celler de Can Roca a Girona, Spagna, dove ognuno ha raccontato la sua personale visione dell’ospitalità.

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“L’ospitalità è cambiata molto negli ultimi anni.”- ha dichiarato Laura Price, The World’s 50 Best Restaurants- “La gente è ora pronta a vivere esperienze più casual. Questo non significa ovviamente che il fine dining non sia più valido. Ne è una conferma anche l’entrata nei The World’s 50 Best Restaurant di realtà come Cosme di New York o The Clove Club di Londra che hanno un’ospitalità incredibile pur rivendicando un’idea di ambiente più rilassato e casual.”

Le Cantine Ferrari hanno premiato Marco Amato, direttore dell’Imàgo dell’Hotel Hassler per aver reso il ristorante un punto di riferimento per l’Arte dell’Ospitalità nella capitale.

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Nella foto Paolo Marchi di Identità Golose, lo chef dell’Hassler Francesco Apreda, Marco Amato e Camilla Lunelli delle Cantine Ferrari.

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BOLOGNA LICENSING TRADE FAIR 2018

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Dal 26 al 28 marzo, a completare il quadro della Bologna Children’s Book Fair, si svolge in contemporanea, al pad. 31, Bologna LicensingTrade Fair, l’unico appuntamento fieristico italiano nel settore della compravendita di licenze e dello sviluppo di prodotti basati su marchi e property affermati. Organizzata da BolognaFiere e giunta quest’anno alla sua undicesima edizione, la manifestazione non tratta soltanto diritti strettamente collegati al target children ma brand e property di altri settori, dalla moda allo sport.

La fiera vede la presenza delle maggiori aziende italiane del settore e di molte firme internazionali – una cinquantina gli espositori in rappresentanza di oltre 500 brand – quali Warner Bros Entertainment Italia, Viacom International Media, Turner – società del Gruppo Time Warner, Hasbro Italia, The Pokemon Company International.

D’altra parte l’Italia è, per il licensing, uno dei più importanti mercati in Europa e in assoluto il principale per il settore moda e accessori. Una ricerca del 2017, realizzata da Pwc Licensing Italia, ha esaminato i diversi settori del market Licensing in Italia evidenziando che moda e character sono quelli che producono la più alta percentuale di fatturato, rispettivamente di 613,9 milioni di euro, con una quota di mercato del 52,8%, e di 178,2 milioni di euro con una quota del 15,3%. I prodotti più redditizi sono gli accessori e l’abbigliamento con 329,3 milioni di euro (28% di qdm) e 248,6 (21% di qdm). Così anche nel settore dei character dove i ricavi maggiori arrivano, appunto, dall’abbigliamento e dal merchandising. I maggiori ricavi in Italia per la concessione delle licenze arrivano dall’Europa per un totale di 771, 4 milioni di euro (66,4% di quota di mercato) – mentre dall’Italia sono 477,6 milioni di euro (41,1%).